Scommettiamo che
Due anni fa, alla vigilia degli Europei di calcio, le forze dell’ordine fecero un blitz nel ritiro della Nazionale italiana, consegnando un avviso di garanzia al difensore Criscito e facendo sapere ai giornali che diversi giocatori erano indagati. Contemporaneamente arrestarono il capitano della Lazio Mauri e la bandiera del Genoa Milanetto. Arresti, perquisizioni e avvisi di garanzia arrivarono come conseguenza di una lunga indagine della procura di Cremona sul calcioscommesse.
10 AGO 20

Due anni fa, alla vigilia degli Europei di calcio, le forze dell’ordine fecero un blitz nel ritiro della Nazionale italiana, consegnando un avviso di garanzia al difensore Criscito e facendo sapere ai giornali che diversi giocatori erano indagati. Contemporaneamente arrestarono il capitano della Lazio Mauri e la bandiera del Genoa Milanetto. Arresti, perquisizioni e avvisi di garanzia arrivarono come conseguenza di una lunga indagine della procura di Cremona sul calcioscommesse. Di quella lunga serie di provvedimenti, nei mesi a venire, è rimasto poco. La maggior parte degli indagati è stata assolta, alcuni hanno ricevuto piccole squalifiche dal campo, ad alcune società sono stati tolti pochi punti in classifica.
Il cortocircuito calcistico-mediatico-giudiziario ha quasi sempre portato a molti titoli sui giornali, qualche carriera rovinata, e poche – pochissime – prove (idem per Calciopoli: ieri in appello è stata ridotta la condanna a Luciano Moggi). Che il pallone in questo paese non sia cosa troppo pulita non è scoperta recente, ma il fatto che dopo anni di indagini ancora non ci siano certezze su chi e come truccasse certe partite, dovrebbe consigliare un po’ di cautela. Ieri invece si è assistito alla stessa recita di un anno e mezzo fa: avvisi di garanzia, l’arresto di qualche delinquente che poco c’entra con il calcio e nomi di giocatori famosi (in questo caso Gattuso e Brocchi) sparati per avere visibilità sui media. Poi la solita sfilza di partite “sospette”, meglio se giocate anche da Juve, Milan e Inter, che alla fine diventeranno sì e no un paio. L’accusa – da dimostrare – è che nonostante indagini e arresti di un anno fa il calcioscommesse sia continuato come prima. Con buona pace dei magistrati protagonisti che pensano di ripulire il mondo del calcio con un paio di retate e molti titoli sui giornali.